E’ il lontano 19 di Settembre del 1993. Tre anni sono passati, con il popolo pallonaro italiano che deve ancora smaltire i postumi di Italia 90. Il Grande Sogno, svanito a pochi passi dal traguardo. E’ iniziata una nuova era: il calcio sta diventando sempre più uno show e sempre meno uno sport. Nel 1994, ai Mondiali Statunitensi, il caso Maradona e l’orribile cerimonia di apertuta faranno discutere il mondo. Mentre il rigore di Baggio farà piangere, ancora una volta, il popolo italiano. Quelli sono gli anni del grande Milan, da Sacchi a Capello e di una Juve che, piano piano, dopo il periodo d’oro degli anni 80, stava riprendendo a macinare gioco e a ricostruirsi. Costruzione che, con l’arrivo della Triade e di Lippi, venne completata e si aprì un ciclo clamoroso di vittorie.

Era il 19 Settembre 1993. Allo Stadio Delle Alpi di Torino andò in scena Juventus-Reggiana. Una partita come tante altre, una domenica come tante per i tifosi juventini. Fino al 37esimo minuto del secondo tempo, quando Giovanni Trapattoni decise di effettuare un cambio. Fuori “Penna Bianca” Ravanelli, dentro un ragazzino del quale se ne parlava un gran bene. Classe 1974 (allora diciannovenne), con la maglia numero 16 addosso e con un gran talento nei piedi. Il ragazzino appena entrato fece subito vedere di che pasta era fatto. Un minuto dopo il suo ingresso in campo, Di Livio con un tocco morbido lanciò il ragazzino in profondità. Il ragazzino entrò in area e di sinistro, incrociato, batté il portiere della Reggiana siglando il quarto goal della Juventus (la partita finì 4-0 per la Juve).

Il ragazzino, nato a Conegliano, che tanto stupì tutti alla sua prima partita in bianconero, si chiama Alessandro Del Piero. Quel 19 di Settembre del 1993 si interruppe la storia. E inizio la Leggenda.