Se si pensa a Juventus-Real Madrid in virtù del doppio confronto (andata e ritorno), i precedenti rievocano dolci ricordi nella mente dei tifosi bianconeri; se la sfida, invece, è inquadrata nell’ottica della gara secca, ecco che i ricordi assumono i connotati di un incubo vissuto meno di un anno fa. Ammesso e non concesso che si possa parlare di ”rivincita” di una finale, quella di Cardiff ci ha lasciato in eredità una rilevante analisi tattica: guai a lasciare libero arbitrio ai mediani madridisti. Sarà opportuno anteporre al terzetto blancos (Kroos, Casemiro, Modrić) una robusta linea con altrettanti centrocampisti, anche perché c’è da sopperire alla mancanza di Pjanić in cabina di regia: favorito Bentancur su Marchisio. Arginare l’estro e la fantasia di Isco, in grande spolvero, rappresenta un ulteriore grattacapo per mister Allegri, intenzionato a schierare un ponderato 4-3-3 in cui Douglas Costa e Dybala affiancheranno Higuaín. ”Problemi” di abbondanza per Zidane, chiamato a dover sfogliare la propria rosa di giocatori, davvero al gran completo. In conferenza stampa il tecnico transalpino spende parole al miele per gli avversari definendoli il ”Real Madrid d’Italia”, mentre rievoca, con un pizzico di nostalgia, il suo passato a tinte bianconere. Dunque, la filosofia è la stessa: vincere. Trionfare sulla base di una mentalità e di una impronta che le accomuna, ma che le distingue dal resto dei top club europei. ”Nessuna squadra è invincibile” -come sottolinea Buffon in un’intervista alle tv spagnole- e, sulla base di ciò, sarà di importanza primaria sfruttare quei pochi punti deboli, quelle lacune sulle quali Allegri sta preparando la partita contro un Real Madrid in grandissima forma, a dispetto dei diversi punti che lo separano dalla testa di una Liga targata Barça. Insomma, alla vigilia del match vengono elargiti complimenti da una parte e dall’altra, che fanno da cornice ad una sfida che promette scintille fra due squadre dal potenziale smisurato. Cosa potrebbe fare la differenza? Diversi fattori, comunque accomunati fra loro: la capacità di saper leggere le diverse fasi della partita, inclusa la consapevolezza di dover rimanere in partita in virtù dei 180 minuti complessivi; la lucidità nella fase difensiva e la precisione, dettata dalla tecnica, nell’ultimo passaggio. E, dulcis in fundo, la fortuna. Quella componente che esula da ogni schema tattico e che potrebbe, lo si spera, far pendere la qualificazione a favore degli uomini di Allegri. Diamo un’occhiata alle formazioni:

Juventus (4-3-3): Buffon; De Sciglio, Barzagli, Chiellini, Alex Sandro; Matuidi, Bentancur, Khedira; Douglas Costa, Higuaín, Dybala.

Real Madrid (4-3-1-2): Navas; Carvajal, Varane, Ramos, Marcelo; Kroos, Modrić, Casemiro; Isco; C. Ronaldo, Benzema. 

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