Oggi, per la Juventus e i suoi tifosi, non è solo il giorno di Juve-Roma, della partita che può definitivamente lanciare la formazione bianconera verso il tricolore. Oggi è un giorno di ricordi, di lacrime e di nostalgia.

Il 24 di Gennaio del 2003, ci lasciò l’Avvocato Gianni Agnelli e non c’è bisogno di altre spiegazioni per descrivere lo stato d’animo del mondo Juve.

L’Avvocato era, prima di tutto, un tifoso della Vecchia Signora. Amava i suoi fuoriclasse, amava il bel gioco e se la Juventus viene etichettata come squadra di classe e se lo “Stile Juventus” è conosciuto in tutto il mondo, è grazie a lui.

Ricordo benissimo la partita che si giocò subito dopo la sua scomparsa. Era al Delle Alpi e la Juventus di Marcello Lippi, che di lì a poco andò a giocarsi la Champions League a Manchester, dovette affrontare il Piacenza. Ero presente, in tribuna ovest, proprio sotto il posto che si solito veniva occupato dall’Avvocato. Si percepiva un atmosfera irreale, fuori dal tempo e dal mondo, pregna di un silenzio davvero mai visto. Nel minuto di raccoglimento, prima dell’inizio della gara, le due curve mostrarono due striscioni, bellissimi e toccanti. “Grazie Avvocato”. “Ciao Presidente”. Poi il fischio iniziale e una partita giocata quasi nel silenzio più totale: il dolore era troppo forte, per tutti. E i due bellissimi goals, di Pavel Nedved e di Del Piero, “Il Pinturicchio” come lo soprannominava Agnelli, dedicati alla persona che più di tutti amava le giocate dei campioni della sua squadra.

L’Avvocato Agnelli mi piace ricordarlo con una sua frase, che ha fatto storia. Una delle tante. “Nei momenti difficili, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.” Proprio quello che chiediamo ai nostri ragazzi che scendono in campo tutte le domeniche. Proprio uno dei marchi di fabbrica della Juventus. Non mollare mai, fino alla fine, combattendo su ogni pallone per portare a casa il risultato.

Riposa in pace Avvocato.

Grazie di tutto.

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