Tratto dalla biografia di Zlatan Ibrahimovic, si parlò anche della juve e delle fandonie che la infangarono.

Zlatan: Io e Mino Raiola riuscimmo a incontrare Moggi in segreto una mezz’ora a Montecarlo, durante il Gran Premio di Monaco di Formula Uno, suppongo fosse lì per affari. Dovevamo vederci in una saletta vip dell’aeroporto, ma c’era un traffico pazzesco e non riuscivamo ad avanzare con la macchina. Fummo costretti a scendere e a correre, e Mino non si può definire un grande atleta. È un ciccione. Ansimava ed era fradicio di sudore. Non si era certo fatto bello per l’incontro: indossava degli shorts hawaiani, una maglietta Nike e scarpe da jogging senza calze, e ormai era completamente zuppo. Arrivammo nella famosa saletta vip dell’aeroporto e lì dentro c’era fumo dappertutto. Luciano Moggi, in un completo elegantissimo, era alle prese con un grosso sigaro; si capiva subito che era un individuo di potere. Era abituato che la gente facesse come diceva lui. Fissò Mino: «Ma come ti sei conciato?». «Sei qui per dare consigli di stile o per parlare di affari?» sibilò Mino di rimando, e fu lì che tutto cominciò”.

CALCIOPOLI — Due anni dopo Ibrahimovic è un pilastro della Juventus di Capello che si appresta a vincere il secondo scudetto consecutivo. Ma quando il campionato sta per finire esplode lo scandalo di calciopoli: “Come sempre, quando qualcuno domina, altri vogliono tirarlo nel fango, e non mi stupiva affatto che le accuse venissero fuori quando stavamo per vincere di nuovo il campionato. Stavamo per portare a casa il secondo scudetto consecutivo quando scoppiò lo scandalo, e la situazione era grigia, lo capimmo subito. I media trattavano la faccenda come una guerra mondiale. Ma erano balle, almeno per la gran parte. Arbitri che ci favorivano? Ma andiamo! Avevamo lottato duramente, là in campo. Avevamo rischiato le nostre gambe, e senza avere nessun aiuto dagli arbitri, queste sono cazzate! Io dalla mia parte non li ho avuti proprio mai, detto in tutta franchezza. Sono troppo grosso. Se uno mi viene addosso io rimango fermo, ma se finisco io addosso a qualcuno quello fa un volo di quattro metri. […]Non sono mai stato amico degli arbitri, nessuno della nostra squadra lo era. No, no, eravamo semplicemente i migliori e ci dovevano affondare, ecco la verità.[…] La Juventus organizzò una riunione di crisi nella nostra saletta fitness, in palestra, e non la dimenticherò mai. Moggi all’apparenza sembrava quello di sempre, ben vestito e forte. Ma era un altro Moggi. Proprio allora era venuto a galla un nuovo scandalo che riguardava suo figlio, una qualche storia di infedeltà coniugale, e lui ne parlò, di come fosse offensivo, ed ero d’accordo: erano faccende personali che non avevano nulla a che fare con il calcio, ma non fu quello a colpirmi di più. Fu il fatto che cominciò a piangere, proprio lì, davanti a tutti noi. Fu come un pugno nello stomaco. Non l’avevo mai visto debole prima. Quell’uomo aveva sempre avuto padronanza di sé, aveva irradiato potere e forza. Adesso all’improvviso, ero io a provare compassione per lui. Il mondo si era rovesciato”.IMG_0157

Condividi
Previous articleTanti auguri Pavel Nedved!!!
Next articleTanti auguri Vladimir Jugovic!!!
Peppe Marraffino nasce a Cefalù, una bellissima cittadina sul mare in provincia di Palermo. Frequenta due scuole superiori, e studia l'inglese a Londra, nella "Active School di Earl's Court" . Prosegue gli studi universitari in Italia nella facoltà di "Scienze Politiche e delle relazioni internazionali". Premiato più volte vincitore del Premio letterario "Stenio" di Termini Imerese. Collabora con molti registi Rai, nella realizzazione di cortometraggi di stampo giornalistico. La sua passione per la scrittura sfocia nella realizzazione di diversi saggi, e testi letterari con l'ambizione di pubblicarne la maggior parte. Grande passione e amore, per lui è la Juventus sua squadra del cuore.

LEAVE A REPLY