20131029_llorente_tevez 0-0 allo Stadium e la Juve abbandona il sogno che fino ad allora aveva cullato: giocare la finale nel suo stadio. É il Benfica ad approdare all’ultimo atto dell’Europa League, pur soffrendo e annaspando nell’acquazzone di Torino.
La gara inizia, ma come spesso é accaduto la testa, più che le gambe dei bianconeri, non risponde al cento per cento. I primi venti minuti gli uomini di Conte giocano una gara difensiva perfetta, che però permette ai portoghesi di addormentare con mestiere la partita. Ci pensa Pirlo a riaccendere gli spalti dello Stadium, ma il suo tiro é alzato in angolo da Oplak. Il solo Pirlo non basta; il duo d’attacco non é brillantissimo: Llorente fa a sportellate con tutta la difesa del Benfica, ma con scarsi risultati; Tevez prova una girata, che però finisce alta. Tuttavia la Juve non demorde continua a macinare gioco e al 46′ pt arriva la palla gol più nitida del match. Pogba e Asamoah scambiano bene sulla sinistra, palla al centro, svetta Vidal che scavalca Oplak, ma Luisao é attento e salva sulla linea. Il secondo tempo é un monologo juventino interrotto solo dal tiro di Rodrigo che si spegne alto. Per il resto solo Juve, che schiaccia nella propria metà campo gli uomini di Jorge Jesus, che al 66′ rimangono in dieci. Rodrigo stende Vidal e si becca il secondo giallo. I bianconeri ci credono. Conte manda in campo Giovinco e Osvaldo per aumentare il peso dell’attacco. Sembra tutto fatto: Pirlo scodella per Pogba che mette al centro dove c’é Osvaldo che insacca. Urlo strozzato in gola perché Clattemburg annulla per fuorogioco di Pogba. Gli ultimi dieci minuti non si giocano e gli animi si scaldano; a dimostrazione di ciò l’espulsione di Vucinic e di Markovic, per una rissa in panchina. Ultimo squillo, che fa scorrere i titoli di coda sulla stagione europea della Juve, é un’incornata di Caceres al 96′ su cui Oplak si supera.
La Juve deve quindi aspettare ancora per disputare una finale europea, ultima quella di Manchester 2003 persa con il Milan. Nulla é perduto però, perché c’é ancora uno scudetto, il terzo di fila, da vincere.

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