Mentre in Italia è ancora tempo di amichevoli precampionato, in Inghilterra si inizia a fare sul serio. Domani verrà tirato su il sipario su una Premier League che, mai come quest’anno, avrà un sapore ”nostrano”, sulla base di quanto successo in questa sessione di mercato in cui Antonio Conte ha deciso di sposare il progetto dei ”Blues”, Walter Mazzarri vuole mettersi ancora in discussione ripartendo dal Watford e Francesco Guidolin, riconfermato sulla panchina gallese dello Swansea. E poi c’è lui, Claudio Ranieri, piacevole sorpresa dello scorso campionato nonché dominatore della Premier alla guida del Leicester City. Si riapre, quindi, la caccia alle ”Foxes”, a cui spetta il compito più arduo: riconfermarsi ad alti livelli. Complice l’ottima quadratura di squadra e l’anno ”blackout” dei top club inglesi, che hanno chiaramente toppato, quest’anno sarà curioso vedere – come dichiara Sir Claudio in conferenza – se i Campioni d’Inghilterra riusciranno a far girare ancora tutto per il verso giusto, buona sorte compresa. Il tecnico romano vola basso, com’è nelle sue corde, ed è consapevole del fatto che, nonostante il livello qualitativo delle rose avversarie sia superiore, può fare leva su un gruppo che si conosce a memoria. È tutto da rodare, invece, l’impianto di gioco dei londinesi e delle due squadre di Manchester, in cui sono approdati due tecnici tanto vincenti quanto esigenti: Pep Guardiola José Mourinho. Il tecnico portoghese dovrà risollevare le sorti dei ”Red Devils”, che hanno perso contatto con i piani alti della classifica e, quindi, relegati in palcoscenici non proprio d’élite a cui sono abituati. Ibrahimović, Pogba e Mkhitaryan vestiranno la maglia dello United e, puntando sulla loro classe, ”Mou” avrà il suo da fare per far ingranare al meglio la sua squadra. Capitolo Guardiola: il tecnico ex Bayern proporrà la sua consueta filosofia di gioco: comando delle operazioni di gioco attraverso un continuo, se non estenuante, possesso palla, meglio conosciuto come ”tiki-taka”. Gündoğan è stato il primo ”regalo” per Pep, che ha esplicitamente richiesto il tedesco, faro del suo nuovo centrocampo. Ultimo in ordine d’arrivo è John Stones, strappato all’Everton per una cifra che si aggira attorno ai 55 milioni. Il tecnico spagnolo ha potuto soddisfare qualche suo ”sfizio”, complice la smisurata vena economica dei proprietari del club, e sono stati messi sotto contratto giocatori come Zinchenko, Sané e Nolito. Chi ha cambiato poco, invece, mantenendo la stessa ossatura di squadra è il Tottenham, giunto alle spalle di Leicester e Arsenal nella passata stagione. Trascinati dall’inarrestabile Harry Kane, gli ”Spurs” si proporranno ancora come guastafeste al banchetto delle grandi d’Inghilterra. Ed infine c’è l’Arsenal del senatore Wenger, a cui manca sempre un centesimo per fare l’euro, volendo usare un’espressione goliardica per rendere meglio l’idea, ossia, i ”Gunners” albergano tranquillamente nei primi posti, ma manca sempre quel guizzo decisivo per balzare davanti a tutti. Sarà questo l’anno buono? Staremo a vedere. Intanto ciò che si preannuncia è una Premier League che risentirà dell’influsso ”italico”, in cui il minuzioso tatticismo, soprattutto in fase difensiva e tipico del nostro mondo pallonaro, si amalgamerà con la spettacolarità del calcio inglese, fatto di ripartenze e ”gioco lungo”. Debutteranno i campioni in carica del Leicester, in trasferta sul campo dell’Hull City, mentre il Chelsea chiuderà il primo turno contro il West Ham nel ”Monday Night”.

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