marchisioIl Lione si inchina alla genialità del prof. Pirlo e alla tenacia del Principino Marchisio. La Juve mette la parola fine a quarti e approda, con una vittoria sofferta alle semifinali.

La partita

La cornice é quella delle grandi occasioni e la Juve non può fallire. La banda Conte parte benissimo, pronti via Tevez si crea lo spazio e calcia, di poco alto. L’Apache sembra in palla e cerca il gol per interrompere il digiuno europeo. Al quinto , infatti , é nuovamente l’argentino che si insinua tra le maglie avversarie e viene atterrato al limite. Punizione. Sulla palla c’é già Pirlo, che, come al solito, si traveste da Michelangelo e dipinge una traiettoria su cui Lopes non prova neanche ad arrivare. Stadium in delirio e partita che sembra essere in discesa. Ebbene sì, sembra, perché la Juve abbassa i giri del motore e a quel punto vien fuori tutta la grinta dei francesi, che non avendo più nulla da perdere, si riversano nella metà campo avversiaria. La foga dei ragazzi di Garde offusca le menti bianconere, che sbagliano troppi passaggi semplici. Icone di questo momento buio, sicurame sono Vucinic (scarsa velocità e poca protezione del pallone) e Isla (mai decisivo e incisivo). Brutti presagi incombono sull’area difesa da Buffon. Siamo al 18′ e Asamoah si lascia sorpendere sulla fascia. Cross respinto e calcio d’angolo. Soliti abbracci affettuosi in area e da questa bolgia sbuca Briand. Colpo di testa, Buffon non perfetto e palla in rete. 1-1 e qualificazione riaperta; basterebbe, infatti, un gol al Lione per passare il turno. Cala il gelo sullo Stadium e in un clima di surreale paura il signor Mallenco manda tutti a prendere un teh caldo. Nella ripresa qualcosa cambia. La Juve é più precisa e soprattutto ritrova quella sicurezza, che era mancata nella seconda fase del primo tempo. Primo squillo all’ 8′ st. Marchisio scambia con Asamoah e mette una palla tesa al centro. Tevez sente l’odore del gol, che però non arriva. Bravissimo, infatti, Umtiti a toccare quel tanto che serve a cambiare un finale già scritto. L’Apache non si perde d’animo. Vuole la rete. La palla buona, manco a dirlo, arriva dal piede di un geniale Pirlo. Siamo al 18′ st quando viene battuto un calcio d’angolo corto. Scambiano Pirlo Asamoah, palla in mezzo e cross che Tevez insacca. Stadio in delirio. Ma la magia dura solo pochi secondi. Infatti l’arbitro, su segnalazione del suo assistente, annulla tutto. Conte sente l’odore della vittoria e manda in campo Llorente al posto di un goffo e stanco Vucinic. Cambia la musia. Lione alle corde e Juve sempre più opprimente. La fotuna aiuta gli audaci, recitava un detto e difficilmente i provebi sbagliano. Infatti puntuale al 25′ st arriva il gol. Tiro di Marchisio dalla distanza, che trova la deviazione, decisiva, di Umtiti e beffa Lopes. Fortuna o meno é 2-1, é il gol della tranquillità, anticipato dalla super parata di Buffon su punizione di Mvbuena. Scorrono dunque i minuti e la Juve potrebbe arrotondare con un tiro di un brillante Giovinco subentrato a Tevez, che però si spegne sul fondo. I minuti finali del match servono solo ad ammirare la festa dei tifosi.

La Juve affronterà una semifinale euoropea che manca da 11 anni, da quando Nedved e compagni vinsero con il Real Madrid.

Oggi dall’urna di Nyon verrà estratto l’avversario dei bianconeri, sperando che la fortuna sorrida agli uomini di Conte. Intanto la festa continua.