C’è chi ha bisogno di una scintilla per accendere quel fuoco nel cuore del ”Diavolo” e chi, invece, non tollera più ”cali di connessione” affinché si riallacci la linea con la testa della classifica. Milan-Juventus, in programma sabato alle 18, è così riassunta. Sorride Vincenzo Montella, dopo la frizzante vittoria di Verona, a dispetto del periodo negativo che il suo Milan stava attraversando (tre sconfitte e il pareggio interno con il Genoa), proiettandosi con i pensieri già alla super-sfida contro la Juventus e, con lo sguardo malandrino, stuzzica Allegri che, indispettito dalle défaillance della sua squadra, tuona: ”Se giochiamo così a Milano, ne usciamo con le ossa rotte.” Pretattica? Può darsi. D’altronde il tecnico livornese è uno che la sa lunga, dialetticamente parlando, quando si tratta di persuadere l’avversario, ma, a vederci bene, qualche grattacapo ce l’ha, eccome. È una Juve a corrente alternata, per così dire, che regala gol e giocate, ma che spesso entra in una fase di stallo in cui Dybala e compagni staccano la spina e si cullano sull’idea che ”tanto prima o poi segniamo…” – analizza Barzagli -. E quando si incontrano avversari di spessore, da un punto di vista tecnico-tattico e non solo, sorgono i problemi, come insegna la Lazio. Il Milan è uno di questi: squadra blasonata alla pronta rincorsa di un posto in Champions. Non ci sarà Leonardo Bonucci, ex di lusso, che guarderà la partita dalle poltroncine riservate alla società, sicuramente più comode dello sgabello rimediato ad Oporto. Ma quella è acqua passata. Sarà della partita Suso, indiscusso trascinatore rossonero, che, con estro e fantasia, si carica il Milan sulle spalle e lo trascina via da quel vortice chiamato ”crisi”. E se di crisi si parla, quella di ”Madama” assume dei connotati diversi, ma non per questo non preoccupanti. La chiameremo, piuttosto, ”crisi d’identità” perché è quasi irriconoscibile la Juventus in questo scorcio di Serie A: segna tanto (miglior attacco con dieci gol nelle ultime due partite), ma subisce troppo (ultimo clean sheet nel derby del 23 settembre). Strano a dirsi per una squadra che ha costruito i propri successi su una fase difensiva quasi sempre impeccabile. Niente allarmismi, per carità. Mercoledì sera Dybala e Higuaín hanno ritrovato il sorriso segnando contro la Spal; tuttavia il numero 10 è ancora alla ricerca della giusta condizione mentale, piuttosto che fisica, magari adesso galvanizzata dalla punizione magistrale di qualche sera fa, mentre per ”El Pipita” si prospetta un traguardo importante: quello delle 100 reti in Serie A. E quale scenario migliore se non quello della ”Scala del calcio” per passare in terza cifra? Non sono previste grosse novità in merito alle formazioni, che adesso esaminiamo. Consueta difesa a tre per Montella, composta da Musacchio, Romagnoli e Zapata; Borini e Rodríguez agiranno sugli esterni di un centrocampo completato da Biglia e Kessié; Kalinić sarà supportato da Suso e Çalhanoğlu. In casa Juve c’è da registrare il rientro dalla squalifica di Mandžukić; Matuidi è da valutare, ma è probabile che in mediana toccherà al duo Khedira-Pjanić.
Ecco a voi le probabili formazioni:

Milan (3-4-2-1): Donnarumma; Zapata, Romagnoli, Musacchio; Rodríguez, Kessié, Biglia, Borini; Suso, Çalhanoğlu; Kalinić.

Juventus (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanić; Cuadrado, Dybala, Mandžukić; Higuaín.  

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