E si riparte, vincendo! Ad un terreno di gioco di origine ortofrutticola, si è aggiunto un vento che non ha per nulla smesso di soffiare, ed è andata pure bene vista la scomoda presenza del tifone Soudelor nei paraggi, che ha complicato i piani di gioco dei protagonisti in campo. S’è dovuto tener conto di alcune variabili, quindi, ma ciò che resta invariato è il ‘fattore Juve’, sinonimo di compattezza, solidità e cinismo. In una partita segnata da un sostanziale equilibrio, che a tratti ha avuto delle sfumature soporifere, la squadra bianconera è riuscita a spuntarla ai danni di una Lazio comunque ben organizzata, ma incapace di creare rompicapi dalle parti di Buffon, quasi mai operativo. Per i biancocelesti da annotare, durante la prima frazione di gioco, qualche spunto degli esterni offensivi, Felipe Anderson e Candreva, che in alcune occasioni hanno voluto dialogare con Buffon senza però approfondire il discorso in maniera considerevole. Scorre via il primo tempo tra sbadigli e qualche imprecazione dei tifosi a casa nei confronti della regia cinese. I secondi quarantacinque minuti si aprono con un sussulto di Mandžukić che, a tu per tu con Marchetti, si fa prendere dal magone e cicca una ghiotta occasione. Poco dopo ci prova il nuovo 10 bianconero, Paul Pogba, con un tiro al volo che avrebbe mandato in visibilio l’intero pubblico cinese di fede bianconera. È il preludio al gol che arriva al minuto 69′, seppur la dubbia affidabilità del cronometro cinese, grazie al centravanti croato che insacca di testa in maniera perentoria su cross al bacio di Sturaro, facendosi così perdonare per l’errore precedente. Trascorrono poco meno di cinque minuti, e il neo-entrato Paulo Dybala, subentrato a Coman, certifica la vittoria della Juve siglando il 2-0 definitivo con un sinistro secco che si infila sotto la traversa. C’è lo zampino di Pogba, abile a servire a centro-area l’ex palermitano che bagna con gol il suo esordio in una partita ufficiale con la sua nuova maglia. La reazione biancoceleste si affida ai nuovi arrivati, Kishna e Morrison, che provano a mettersi in mostra con qualche guizzo in area avversaria, ma la Juve controlla senza patemi e porta a casa la sua settima Supercoppa Italiana, primato assoluto. Allegri & Co. ribadiscono chi è la squadra da battere, e che, nonostante la partenza di giocatori illustri, la fame è sempre la stessa. Per buona pace di chi ha dipinto con scetticismo e pessimismo leopardiano le primissime sortite bianconere nelle amichevoli di poco conto. La Juve c’è, e le altre?

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